Dopo lo shock dello scioglimento per camorra, è il momento di ricomporre i cocci. Il centrosinistra stabiese prova a ripartire. Ieri, 21 ottobre, si sono riuniti da remoto i rappresentanti delle forze politiche e civiche di area progressista – Pd, M5S, Verdi, Sinistra Italiana, Per, Psi, Democratici e Progressisti, Italia Viva – per discutere del futuro di Castellammare di Stabia, a pochi mesi dal decreto che ha sancito lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Lo si apprende da una nota congiunta firmata da tutti i presenti.
- Il vuoto democratico e la ferita della città
“La città vive un momento di grande smarrimento. Ogni vuoto democratico, come quello che stiamo attraversando, rallenta inevitabilmente le scelte strategiche e alimenta il distacco tra cittadini, politica e istituzioni. Dopo due scioglimenti in pochi anni, la ferita tra comunità e Comune è profonda. È un’onta che non deve più ripetersi e che impone a tutti una riflessione seria e un’azione conseguente. Serve una svolta, l’apertura di una stagione di riscossa civile e sociale capace di far emergere le migliori energie morali e intellettuali della città, per contrastare la cultura dell’illegalità e avviare un nuovo ciclo di giustizia e inclusione. Come già denunciato, la camorra continua ad avere un peso enorme nella vita politica, culturale ed economica di Castellammare. Nessuna sottovalutazione è più accettabile”.
- Cosa proponiamo: ascolto e consultazione permanente
“Il nostro obiettivo è strutturare una consultazione permanente con l’attuale struttura commissariale, percorso già avviato attraverso la rappresentanza parlamentare del territorio, sui temi più urgenti. Oggi non è il tempo dei personalismi. È il tempo dell’ascolto. Vogliamo programmare iniziative comuni di confronto aperto con la società civile, il tessuto associativo e le parti sociali, mettendoci al servizio di una comunità che chiede risposte immediate”.
- Le emergenze che non possono attendere
“In questi mesi si gioca una parte decisiva del futuro della città, anche alla luce dei finanziamenti ottenuti con PNRR, CIS e altre risorse europee. Temi che abbiamo già segnalato alla Commissione Straordinaria e che sono inderogabili:
Il destino delle Antiche Terme e delle Sorgenti
Fincantieri, Savorito, Centro Antico e i quartieri
L’accordo per l’attivazione del fondo PR.I.U.S. per l’Ospedale
Lotta al dissesto idrogeologico
Riorganizzazione della costa e degli arenili, con rapida conclusione delle gare per i nuovi affidamenti balneari
Spazi pubblici, appalto dei rifiuti, emergenza casa e sicurezza quotidiana
Strumenti urbanistici essenziali come il PUC e il PRG del Porto, senza i quali si rischiano scelte sbagliate, come già visto per le aree portuali.
Su questo chiediamo che Regione Campania, Città Metropolitana e lo stesso Governo intervengano per definire insieme alla città punti concreti che aiutino a superare lentezze e ritardi”.
- Il contesto nazionale e il sostegno alle proteste
“Siamo nel pieno di una crisi economica e sociale senza precedenti, che allarga la frattura tra democrazia e le fasce più fragili della società italiana ed europea. Quattro anni di governo delle destre hanno prodotto più povertà e salari più deboli davanti all’impennata dell’inflazione. Il Sud è l’epicentro di questa crisi.
Le proteste di queste ore, che hanno bloccato anche Castellammare, sono figlie dell’immobilismo di chi governa, che non ha fatto scelte sul terreno energetico né ha introdotto un tetto al costo del carburante. Le immagini degli scaffali vuoti nei supermercati, delle pompe di benzina a secco, delle aziende e dei negozi che si fermano segnano la fine della stagione della propaganda delle destre e ne rivelano il fallimento delle politiche economiche.
Siamo a fianco di chi protesta per un futuro migliore, per il diritto allo studio, per un lavoro stabile e di qualità, per la difesa del potere d’acquisto, per un Mezzogiorno diverso senza il cappio al collo dell’autonomia differenziata”.
- L’appello finale
“È il momento di fare squadra. Nel rispetto dell’identità e della specificità di ciascuna forza politica, vogliamo costruire una coalizione forte, aperta al civismo sano, impegnato e costruttivo, come sta avvenendo anche a livello nazionale. Ci attende un anno intenso di lavoro. La città non può rimanere orfana di iniziative e di momenti plurali di confronto, a partire dai quartieri e da quei cittadini che con le loro iniziative hanno già segnalato la necessità di un radicale cambio di passo”.
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