Terza estate di fila con il lungomare balneabile a Castellammare di Stabia. Un traguardo storico, inseguito per oltre cinquant’anni, che oggi è parte della routine cittadina. La spiaggia libera si riempie, come già visto nei due anni dell’amministrazione Vicinanza, e la costa torna a essere spazio pubblico vissuto. Ma proprio questo ritorno fa emergere i limiti di un sistema ancora incompiuto. Sul piano politico la direzione è netta: il Comune vuole mettere il mare al centro del rilancio urbano e turistico. Sul piano operativo, l’obiettivo è potenziare i servizi sul lungomare. Eppure l’aumento dei frequentatori non è sostenuto da un progetto complessivo capace di reggere la pressione estiva.
Il nodo infrastrutture
Restano irrisolti i dossier strutturali. Il porto borbonico è un asset strategico, ma manca ancora una visione unitaria e stabile sul suo futuro. Le ipotesi in campo oscillano tra vocazione turistica, valorizzazione storica e ricucitura urbana, senza un progetto definitivo che faccia sintesi. Parallelamente vanno avanti i lavori sul waterfront di corso De Gasperi. Interventi ritenuti decisivi sia per ridisegnare il fronte mare sia per difendere l’assetto costiero e la spiaggia stessa. Un cantiere che però pesa direttamente sull’equilibrio tra città e mare e rappresenta uno snodo centrale della riqualificazione.
L’estate come banco di prova
La stagione alle porte sarà il test più duro. Con l’aumento previsto di bagnanti sulla spiaggia libera, torna centrale il tema di mobilità, accessi e parcheggi. Un sistema ancora frammentato che rischia di andare in affanno proprio nel picco di attrattività del lungomare. Castellammare entra così in una nuova fase del rapporto con il mare. Non più la riconquista, ma la gestione. La balneabilità, da conquista storica, diventa responsabilità: trasformare il risultato in una città attrezzata per reggerlo nel tempo.
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