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Castellammare, DMO, dure critiche da parte dei consiglieri d’opposizione Cimmino e D’Amora.

Il Comune di Castellammare ricopre un ruolo marginale nell’accordo del Distretto Turistico Stabia Monti Lattari, firmato dal sindaco Vicinanza. Una posizione che ha scatenato una forte reazione critica da parte dell’opposizione, i particolare dei consiglieri di minoranza Antonio Cimmino e Gisella D’Amora che in una nota hanno espresso il loro disappunto, indirizzando le loro critiche sia verso il sindaco che verso l’assessore Nunzia Acanfora.

“In merito alla costituzione della DMO “Stabia Monti Lattari” – si legge nella nota – non possiamo che esprimere forte preoccupazione per la scelta politica dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, guidata dal Sindaco Luigi Vicinanza e dall’Assessore al Turismo Acanfora, che di fatto ha accettato di non assumere un ruolo di leadership, lasciando il baricentro operativo al Comune di Gragnano.

Si tratta di una decisione che non può essere derubricata a mera scelta tecnica. È una scelta politica precisa, che segna un arretramento evidente della città su un tema strategico come quello del turismo.

Castellammare, per storia, posizione e patrimonio, avrebbe dovuto essere il naturale punto di riferimento di questo progetto. E invece, ancora una volta, assistiamo a una gestione caratterizzata da ritardi, immobilismo e assenza di visione.

Non è la prima occasione in cui questa amministrazione dimostra di non saper cogliere le opportunità. La DMO rappresentava uno snodo fondamentale per la programmazione turistica, l’accesso ai finanziamenti e la costruzione di una strategia territoriale condivisa. Rinunciare a guidare questo processo significa, nei fatti, indebolire il ruolo della città per gli anni a venire. Riteniamo grave che su una scelta di tale portata non vi sia stato alcun confronto pubblico, né una chiara assunzione di responsabilità politica. Ancora più grave è il silenzio che accompagna questa decisione, come se si trattasse di un passaggio secondario e non di una questione centrale per il futuro di Castellammare.

È doveroso, pertanto, che il Sindaco e l’Assessore al Turismo chiariscano pubblicamente le ragioni di questa scelta e spieghino alla città perché si è deciso di rinunciare a un ruolo che Castellammare avrebbe dovuto rivendicare con forza.

Castellammare non può essere spettatrice nel proprio territorio.
E oggi, purtroppo, è esattamente ciò che sta accadendo.
Dopo Marina di Stabia, dopo il porto di Pompei, continuiamo su questa strada:
il turismo stabiese finisce sempre più sotto l’orbita di Gragnano.

E a questo punto è lecito chiedersi: Castellammare vuole ancora guidare il proprio futuro o ha già deciso di consegnarlo definitivamente agli altri.

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