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Castellammare, diminuiscono i residenti, in 10 anni sono andati via più di 4.500 abitanti, una città fantasma dove i negozi che chiudono sono sempre di più.

Gli abitanti a Castellammare di Stabia ormai segna un saldo negativo costante. I dati allarmanti sono questi: da 66.832 abitanti nel 2013 si è passati a 62.320 nel 2024. Oltre 4.500 residenti in meno in undici anni. Non un crollo improvviso, con un arretramento demografico lento ma inesorabile che però si riflette sulla vita quotidiana degli stabiesi.

Il primo impatto è sulle scuole. Le iscrizioni diminuiscono, le sezioni si accorpano e diversi plessi rivedono spazi e orari. Meno abitanti e meno utenti in tutti i settori. E così al centro i negozi chiudono. Di sera la città sembra un fantasma, il fantasma dei tempi belli di una volta, quanto a Castellammare venivano a fare spese gli abitanti dei paesi vicini. Purtroppo non si tratta solo di riorganizzazione amministrativa. È il segnale di un territorio che registra una minore natalità e una riduzione del ricambio generazionale. Anche il rapporto con le abitazioni cambia. Il mercato immobiliare non si svuota, ma si riconfigura. Le case in vendita restano poche, quindi prezzi altissimi mentre cresce la quota di immobili destinati ad affitti brevi ed extralberghiero. B&B, case vacanza e locazioni turistiche aumentano, a fronte di una residenzialità stabile che si indebolisce. Il risultato è una città a presenza intermittente. Alcuni quartieri si animano nei weekend e nei mesi estivi, per poi svuotarsi. Calano i residenti stabili, salgono quelli temporanei. Al centro del fenomeno resta il nodo dei giovani. Per molte coppie restare è difficile. Lavoro precario o distante, salari non sempre adeguati al costo della vita e prospettive ritenute scarse spingono in tanti a partire. I rientri sono pochi. Non è un esodo improvviso, ma una sottrazione progressiva che ogni anno erode la fascia più giovane della popolazione. La struttura demografica si sbilancia: meno bambini e meno famiglie giovani, più anziani. Il volto della città non cambia in modo netto, ma l’equilibrio interno sì. Castellammare vive così un assottigliamento costante. Un processo che non ferma la città, ma ne ridisegna piano piano la consistenza.

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