Erba incolta che cresce sotto gli alberi, marciapiedi invasi dal verde e un senso diffuso di trascuratezza. È il quadro che alcuni residenti di via Roma descrivono da settimane, denunciando lo stato di abbandono della strada.
«Qui sembra che nessuno passi più a fare manutenzione» racconta G. E., 68 anni, che abita in via Roma da oltre trent’anni. «Sotto gli alberi l’erba arriva quasi al ginocchio. I passanti sono costretti a fare zig zag sul marciapiede perché tra l’erba alta ci sono anche rifiuti e insetti. Una c’era un calendario fisso per la scerbatura sotto gli alberi, ora non si vede più nessuno».
Gli fa eco L. D., commerciante: «Ho il negozio qui da molto tempo e non ho mai visto la via in queste condizioni. L’erba copre quasi metà del fusto dell’albero e in più parti i sampietrini del marciapiede sono soltati e costituiscono un pericolo per i pedoni. I clienti si lamentano, qualcuno per poco non è caduto. Il decoro è importante per chi lavora, ma anche per chi ci vive».
Secondo i residenti, il problema non è solo estetico. M. R., 42 anni, padre di due figli, sottolinea i rischi per la sicurezza: «Con l’erba così alta non si vedono bottiglie rotte, escrementi di cani, o peggio. Mia figlia l’altro giorno ha messo un piede su un pezzo di vetro nascosto. Abbiamo chiamato più volte gli uffici del comune, ma ci dicono che provvederanno. Intanto siamo a fine giugno».
Anche gli anziani della zona segnalano disagi. A. C., 75 anni, spiega: «Per noi che camminiamo con qualche difficoltà, quei marciapiedi sono diventati un percorso a ostacoli. Le radici degli alberi già spaccano l’asfalto, se ci aggiungi l’erba alta e i rami bassi non puliti, uscire di casa diventa pericoloso».
I residenti chiedono un intervento urgente di sfalcio e pulizia, oltre a una programmazione più regolare della manutenzione delle strade. Via Roma dovrebbe essere il salotto della città, invece è diventata il salotto dei topi e ratti. «Non chiediamo miracoli» conclude un altro residente, chiediamo «solo che via Roma torni a essere la strada che era una vola, non come adesso ridotta ad una giungla».





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