A Castellammare, in una delle piazze simbolo del commercio cittadino, il tempo sembra essersi fermato. Da sessanta giorni esatti.
Quella che doveva essere una chiusura temporanea del manto stradale, aperta dalle forti piogge di fine estate, è ancora lì. Spalancata in mezzo alla carreggiata di Piazza Spartaco. Una voragine che residenti e commercianti ormai considerano una presenza fissa, tra rassegnazione e rabbia crescente.
A delimitarla, solo due new jersey di plastica, sbiaditi e posizionati in modo precario. Una soluzione che doveva essere questione di ore e che invece è diventata l’emblema dell’abbandono. Un pericolo concreto, soprattutto nelle ore serali, quando la scarsa illuminazione rende quasi invisibile l’ostacolo a scooter e auto.
Le ripercussioni sulla viabilità sono quotidiane. Piazza Spartaco è uno snodo cruciale per lo shopping e per la mobilità stabiese. Gli autobus urbani ed extraurbani diretti verso via Roma sono costretti a manovre complicate per aggirare la buca, creando un collo di bottiglia permanente: code, clacson impazziti, ritardi e un alto rischio di incidenti.
«Così non si può andare avanti» – è lo sfogo dei commercianti della zona. «Non è solo una questione di immagine, che è già compromessa. È sicurezza pura. Chi attraversa a piedi deve slalomeggiare tra le auto in manovra, chi è in moto rischia di finire dentro la voragine. E noi paghiamo il prezzo di una piazza che sembra un cantiere abbandonato, con clienti che ci evitano».
Dal Comune, però, nessuna risposta. Nonostante segnalazioni e lamentele, da Palazzo Farnese regna il silenzio. Nessun intervento di ripristino, nessun cronoprogramma.
E intanto la buca, lasciata alle intemperie e sollecitata dal passaggio continuo di mezzi pesanti, rischia di allargarsi ad ogni acquazzone. I cittadini non chiedono più una transenna spostata o una pezza d’asfalto, ma un intervento strutturale: messa in sicurezza, rifacimento del tratto stradale e verifica del sottosuolo.
Perché tenere uno dei cuori pulsanti di Castellammare in queste condizioni non è più tollerabile.
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