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Castellammare di Stabia, quattro aziende ittiche a rischio revoca del riconoscimento UE

Avviati dalla Regione Campania quattro procedimenti amministrativi per la possibile revoca del riconoscimento comunitario ad altrettante aziende del settore ittico di Castellammare di Stabia.

Gli atti, transitati dal Comune, riguardano stabilimenti autorizzati ai sensi del Regolamento europeo 853/2004, che disciplina i requisiti igienico-sanitari per la lavorazione e commercializzazione dei prodotti di origine animale, in particolare quelli della pesca.

Alla base dei quattro procedimenti c’è una richiesta dell’Asl Napoli 3 Sud, territorialmente competente, trasmessa alla Regione e acquisita, secondo quanto riportato negli atti regionali, il 15 settembre 2026.

Le motivazioni indicate dalla Regione sono analoghe per tutte le attività: da un lato i “sopravvenuti motivi di pubblico interesse”, dall’altro la “perdita dei requisiti oggettivi dello stabilimento” e delle attività precedentemente riconosciute. Negli atti esaminati non vengono però specificate nel dettaglio le circostanze concrete che avrebbero determinato la perdita dei requisiti.

Si tratta, ed è un punto fondamentale, di un avvio di procedimento e non di una chiusura definitiva. Le quattro imprese hanno ora dieci giorni di tempo dalla trasmissione della comunicazione per intervenire nella procedura: potranno presentare memorie scritte, documenti, osservazioni e chiedere di essere ascoltate in contraddittorio, oltre a prendere visione degli atti.

Solo al termine dell’iter amministrativo, e valutate le eventuali controdeduzioni delle aziende, la Regione Campania potrà adottare il provvedimento definitivo sulla permanenza o meno del riconoscimento comunitario.

La vicenda riguarda un comparto strategico per l’economia stabiese, quello della lavorazione e commercializzazione del pesce. Per questo sarà necessario attendere l’esito delle procedure prima di parlare di cessazione delle attività.

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