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Castellammare – Frana di Pozzano, l’affondo di Amato (M5S): “Quattro anni di rimpallo, ora basta. Non starò a guardare l’ennesima tragedia annunciata”

Dopo la frana di venerdì scorso il deputato stabiese chiama in causa il Prefetto di Napoli: “Chiedo una conferenza dei servizi immediata per sbloccare la messa in sicurezza del Monte Faito”. Fondi fermi dal 2014

“Sono quattro anni che faccio la battaglia per il dissesto idrogeologico, ho riscontrato solo ritardi e un rimpallo di responsabilità. Ora basta: io non resto a guardare l’ennesima tragedia annunciata”.

Gaetano Amato non usa mezzi termini. Il deputato del Movimento 5 Stelle è un fiume in piena dopo la tragedia sfiorata di venerdì scorso a Pozzano, dove una frana si è riversata a ridosso della statale. Un evento che ha riacceso l’allarme su un territorio fragilissimo.

Immediato il contatto con il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari. La richiesta di Amato è chiara: prendere il toro per le corna e vigilare su un intervento che da anni si trascina tra carte, uffici e silenzi.

Il nodo: Monte Faito e il Grande Progetto Pompei

Al centro del blocco c’è la messa in sicurezza degli alvei di Monte Faito, intervento cruciale per la protezione di Castellammare di Stabia. Un progetto che è finito al vaglio dell’Unità Grande Progetto Pompei.

Dopo una prima conferenza dei servizi tenutasi il 29 luglio, tutto si è nuovamente arenato. L’Unità Grande Pompei ha richiesto la trasmissione di una serie di documenti integrativi e da allora l’iter è fermo.

Per sbloccare la situazione, il Prefetto potrebbe ora convocare una conferenza dei servizi ad hoc, con poteri di coordinamento straordinari.

“Sono anni che faccio il giro degli enti per chiedere di mettere in sicurezza il Faito e di riaprire la strada – ha commentato Amato – Da parlamentare di zona ho cercato di mettere in connessione i vari enti, ci stavamo riuscendo con l’amministrazione Vicinanza. Poi sono stato dai commissari straordinari del Comune di Castellammare per esortare l’Ente a collaborare con l’unità del Grande Progetto Pompei. Il risultato è stato che nessuno si è attivato”.

Fondi fermi dal 2014

A rendere la vicenda ancora più paradossale è la questione dei fondi. Il primo stanziamento regionale per la messa in sicurezza risale al 2014, quando alla guida della Regione Campania c’era ancora Stefano Caldoro. Fondi che, a distanza di dodici anni, non sono mai stati utilizzati.

Un rimpallo infinito tra Regione, Comune, Grande Progetto Pompei e altri enti competenti che ha lasciato il costone del Faito in condizioni di grave vulnerabilità, nonostante l’allerta meteo sia ormai una costante.

“Adesso ho chiesto al Prefetto di fare il possibile per accelerare i tempi e mettere in piedi finalmente il progetto. Ne va della sicurezza degli stabiesi. Io non ci sto ad essere spettatore dell’ennesima tragedia” conclude Amato.

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