L’omicidio avvenuto poco prima di “Musica al Tramonto” ha turbato la chiusura dell’estate. Ma l’amministrazione Somma vuole voltare pagina
C’è voglia di guardare avanti. Di voltare pagina, in fretta, dopo lo choc. Pimonte prova a lasciarsi alle spalle l’efferato omicidio di Raffaele Afeltra, avvenuto a poche ore dall’inizio di “Musica al Tramonto”, l’evento di chiusura dell’estate organizzato dall’amministrazione comunale sul Monte Pendolo.
Un delitto che ha scosso l’intera comunità e che ha inevitabilmente finito per oscurare una delle iniziative culturali più belle e partecipate degli ultimi anni, fortemente voluta dal sindaco Francesco Somma.
In questi anni Pimonte, va detto, ha compiuto notevoli progressi. Sul fronte della vivibilità, del decoro, delle iniziative culturali e di promozione del territorio. Un percorso costruito nel tempo da diverse amministrazioni, ma che ha trovato una forte accelerazione con l’attuale guidata da Somma. Basti pensare al grande successo della sagra “Sentieri del Gusto”, che anche quest’anno ha richiamato migliaia di visitatori sui Monti Lattari.
“Musica al Tramonto” doveva essere la ciliegina sulla torta: il saluto all’estate, con la musica in quota, al tramonto, in uno dei luoghi simbolo del paese, il Monte Pendolo. Un evento pensato per valorizzare il paesaggio e lo stare insieme. Invece, il programma è passato in secondo piano, travolto dalla notizia dell’omicidio.
Ora il rischio, concreto, è che il clamore e le difficoltà di questi giorni possano vanificare il lavoro fatto. Sarebbe un peccato doppio.
Proprio per questo, da Palazzo Comunale filtra la volontà di non fermarsi. Di ripartire proprio da qui, da Monte Pendolo, dalla cultura e dalla comunità, per superare il momento difficile.
Pimonte non vuole essere ricordata per una cronaca nera. Vuole tornare ad essere raccontata per quello che è diventata: un paese vivo, che ha saputo crescere e che, anche dopo una ferita così profonda, cerca la forza di guardare avanti.



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