Dopo oltre un anno di interdizioni, terrazzi sigillati e cantieri bloccati, Castellammare di Stabia archivia uno dei capitoli più critici legati all’incidente della funivia del Monte Faito. Il sindaco Luigi Vicinanza ha firmato l’ordinanza che revoca le misure straordinarie scattate il 17 aprile 2025, quando la cabina numero 2 precipitò dopo la rottura della fune traente.
Il provvedimento arriva a conclusione delle operazioni di rimozione dei cavi d’acciaio che per mesi hanno attraversato il centro abitato, sospesi tra case, giardini e strade.
Il pericolo sospeso sulla città
All’indomani della tragedia, il rischio più immediato non era solo legato all’impianto, ma ai cavi precipitati lungo il tracciato urbano. Il 19 aprile 2025 i Vigili del Fuoco segnalavano con un fonogramma che i cavi, privi di tensione meccanica e non più ancorati, erano “potenzialmente soggetti a movimenti incontrollati”. Una condizione che poteva “generare rischi meccanici significativi, soprattutto nelle zone sottostanti, in prossimità di strade ed abitazioni”.
Da lì la decisione del Comune: sgomberi, interdizione di terrazzi, giardini, parcheggi e aree di cantiere tra via San Basile, Quisisana, Vico Spagnuolo, Salita Santa Croce e via Pantanelle.
La svolta: rimozione completata
Il passo decisivo è arrivato tra il 19 e il 24 maggio 2026, quando EAV ha affidato a una società specializzata il recupero dei cavi, dopo il dissequestro disposto dal tavolo tecnico convocato presso il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.
Il 1° giugno la relazione tecnica conclusiva ha certificato che “non sussistono situazioni di pericolo residuo riconducibili alla presenza delle funi traenti nel centro urbano o lungo il tracciato ferroviario della Funivia del Monte Faito”. Conferma arrivata anche da EAV il 4 giugno: “Le attività di taglio, recupero, rimozione e allontanamento della fune traente e della fune zavorra sono state completate” e “risultano eliminate le condizioni di pericolo direttamente connesse alla presenza dei suddetti elementi”.
Le parole del Comune
Nell’ordinanza, Palazzo Farnese sottolinea che “risultano ripristinate le condizioni di sicurezza che consentono la piena fruibilità delle aree e degli immobili” precedentemente interessati dai provvedimenti d’urgenza.
Per i residenti di via San Basile e delle zone limitrofe significa poter rientrare nelle abitazioni, riaprire i terrazzi e riprendere i lavori nei cantieri fermi da oltre un anno.
Una ferita ancora aperta
L’atto amministrativo restituisce normalità a una parte della città, ma non chiude la ferita del 17 aprile 2025. Quel giorno la rottura della fune traente, come ricorda lo stesso Comune, provocò “l’evento rovinoso subito da una delle due cabine, precipitata nel vuoto a seguito dell’impatto con uno dei piloni”.
La funivia del Faito, simbolo storico del collegamento tra Castellammare e il monte, resta ancora al centro delle indagini e dei progetti di ripristino. Intanto, la rimozione dei cavi segna la fine dell’emergenza per chi, per 13 mesi, ha vissuto con un pericolo sospeso sopra la testa.
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