Stop alle prenotazioni per matrimoni e ricevimenti al Castello delle Cerimonie. La struttura di Sant’Antonio Abate resta aperta ma non può esercitare attività alberghiera e di ristorazione dopo che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare della famiglia Polese contro la revoca delle licenze disposta dal Comune.
Gli effetti immediati
Le prenotazioni sono sospese da quando è stata pubblicata la sentenza. La decisione colpisce in pieno l’estate, periodo chiave per il complesso: giugno, luglio e settembre concentrano da sempre la maggior parte degli eventi, già programmati con mesi di anticipo e ora impossibili da svolgere.
Rischi occupazionali
Il blocco pesa su centinaia di lavoratori tra dipendenti, collaboratori, fornitori e indotto. Senza certezze sul futuro, la programmazione è ferma e la stagione estiva rischia la paralisi. Per molti la Sonrisa non è solo un simbolo televisivo, ma la principale fonte di reddito.
I prossimi step giudiziari
Novembre 2026: il Consiglio di Stato si pronuncerà nel merito sul ricorso principale, decidendo se il Comune ha agito correttamente revocando le autorizzazioni dopo la confisca definitiva del complesso.
Fine giugno 2026: camera di consiglio al Tar Campania sul primo ricorso contro lo sgombero dell’area ristorante, ordinato dalla sindaca Ilaria Abagnale.
Maggio 2027: decisione Tar sul secondo ricorso relativo ad alcune abitazioni interne al complesso.
9 luglio 2026: la Cassazione esaminerà l’istanza di revisione del processo per lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca. La difesa sostiene ci siano elementi per dimostrare l’insussistenza del reato o la prescrizione.
La situazione attuale
I Polese occupano gli immobili come occupanti sine titulo, versando al Comune circa 39mila euro mensili di indennità. Il bene, infatti, è ormai patrimonio dell’ente pubblico dopo la confisca.
Il nodo resta il tempo: la sentenza di novembre arriverà a stagione delle cerimonie conclusa. Per lavoratori e indotto, il danno economico rischia di consumarsi ben prima della decisione definitiva dei giudici.
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