Doveva essere la domenica dei pranzi in famiglia e delle gite fuori porta. Si è trasformata nell’ennesima odissea per chi ha scelto la Circumvesuviana.
Lo sciopero di 24 ore indetto dal sindacato Orsa ha mandato in crisi gran parte della rete Eav. Corse cancellate, ritardi a raffica e banchine gremite già dall’alba. Le scene di maggiore tensione si sono concentrate negli snodi di Napoli, tra Porta Nolana e Garibaldi.
Napoli-Sorrento: l’unica linea a metà servizio
Per limitare i danni, Eav ha dirottato il poco personale disponibile sulla Napoli-Sorrento, tratta strategica per il turismo del weekend. Non è bastato a evitare disagi. I convogli hanno accumulato ritardi e sono stati presi d’assalto.
Nelle stazioni si sono viste famiglie accampate sui trolley, turisti stranieri con la cartina della Costiera in mano e bambini stremati dall’attesa. Molti hanno cercato bus sostitutivi o taxi via smartphone, ma i mezzi alternativi sono spariti in pochi minuti.
Turisti in stallo, treni al limite
Turisti che volevano vedere Pompei e poi pranzare a Sorrento. Sono rimasti in stazione tutta la mattina, senza riuscire a a salire sui treni strapieni a causa delle lunghe ore di attesa.
Pendolari vesuviani i più colpiti
A pagare il prezzo più alto sono stati i pendolari. Sulla Torre del Greco, San Giorgio a Cremano, Ottaviano e Poggiomarino le corse sono state quasi azzerate. Tanti studenti e lavoratori fuori sede non sono rientrati in tempo per il pranzo con le mamme.
Lavori sulla Napoli-Salerno aggravano il quadro
A peggiorare tutto, i lavori sulla linea Napoli-San Giovanni Barra-Salerno. I treni sostituiti da bus sono rimasti imbottigliati nel traffico del weekend, con attese ancora più lunghe.
La rabbia social contro Eav
Per tutta la giornata, proteste sui social e nelle stazioni. L’accusa più frequente: aver tutelato la linea turistica di Sorrento sacrificando i residenti.
Solo verso sera, con la fine dello sciopero fissata alle 19:30 e il rientro delle fasce di garanzia, il servizio ha iniziato a normalizzarsi. Per migliaia di persone, però, la Festa della Mamma è diventata un’altra domenica di rabbia, attese e programmi saltati.
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