Sorrento evita lo scioglimento per infiltrazioni: via libera del Viminale, ma scattano le prescrizioni
Il Comune di Sorrento non sarà sciolto per infiltrazioni camorristiche. La conferma è arrivata questo pomeriggio con la pubblicazione sull’albo pretorio della delibera commissariale che prende atto dell’archiviazione del procedimento. A chiudere il caso, aperto dopo l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola e l’inchiesta che aveva coinvolto decine di indagati, è stata una nota della Prefettura di Napoli, protocollata il 27 aprile 2026, con cui sono state trasmesse le determinazioni del Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 143, comma 7, del TUEL.
Se lo scioglimento è stato scongiurato, il Viminale ha però imposto all’Ente un percorso di “messa in regola” stringente e vincolante. Il provvedimento ministeriale detta infatti una serie di prescrizioni che toccano l’intera macchina amministrativa, con l’obiettivo di ripristinare legalità, trasparenza e regolarità gestionale. Non si tratta di correttivi di dettaglio, ma di una revisione profonda di processi decisionali, affidamenti e sistemi di controllo.
Appalti e trasparenza al centro
Il focus principale è sugli appalti pubblici. Il Ministero chiede di ridurre al minimo il ricorso a procedure derogatorie — affidamenti diretti e somme urgenze — e di rafforzare i controlli su subappalti e subaffidamenti. Tracciabilità delle operazioni e rispetto del principio di rotazione diventano obblighi da applicare con rigore per assicurare concorrenza e imparzialità.
Regole interne da riscrivere
Il Comune dovrà anche rimettere mano ai propri regolamenti, in particolare su assunzioni e composizione delle commissioni di gara. L’obiettivo: evitare concentrazioni di incarichi e garantire maggiore trasparenza nelle nomine.
Patto con la Prefettura
Altra prescrizione chiave è il rafforzamento della collaborazione con la Prefettura attraverso protocolli di legalità. Le verifiche antimafia e anticorruzione dovranno estendersi anche a società partecipate, fondazioni e associazioni collegate all’Ente.
Adempimenti immediati e rendicontazione
Sul piano pratico, Palazzo San Francesco dovrà adottare linee guida per la trasparenza negli affidamenti, avviare controlli generalizzati sui subappalti e trasmettere mensilmente alla Prefettura i contratti pubblici stipulati, con tutta la documentazione. Il termine è serrato: entro sei mesi l’amministrazione dovrà rendicontare punto per punto le misure adottate.
Per Sorrento si apre ora una fase di riorganizzazione obbligata. Il mancato scioglimento non è un “liberi tutti”, ma l’inizio di un percorso sotto osservazione, che dovrà restituire piena credibilità all’Ente e rafforzare la fiducia dei cittadini nella legalità dell’azione pubblica.
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