Ad un anno dalla tragedia del crollo della Funivia del Faito che provocò la morte di 4 persone, il circolo locale stabiese di Fratelli d’Italia attacca la regione e il comune. “Tutto è fermo ad un anno fa. Gli organi amministrativi e politici preposti sono completamente inerti e silenti – scrive il coordinamento del partito stabiese – È una regione, quella Campana, che nonostante sia trascorso un anno dalla tragedia che ha colpito per l’ennesima volta la Città di Castellammare non ha adottato ancora alcun tipo di intervento, anche urgente, al fine di programmare politicamente e strategicamente quella che è una necessità sentita dall’intero territorio cittadino stabiese e cioè di un ripristino, in tempi ragionevoli, del collegamento tra la Città e il Monte Faito. l’EAV, l’organo di gestione dei trasporti pubblici campani, immutato nella sua attività di direzione e di gestione dimostra di aver dimenticato in termini fattivi e programmatici troppo velocemente l’evento.
Il servizio di trasporto pubblico che ancora oggi l’EAV fornisce su ferro e gomma al territorio campano è a dir poco scadente atteso i continui e gravi disagi che sistematicamente lo stesso arreca a cittadini, pendolari e in particolar modo agli ignari turisti. Un’amministrazione comunale totalmente assente priva di iniziative anche nei confronti degli altri Enti preposti ma soprattutto colpevole nel suo comportamento omissivo di non preoccuparsi del recupero della fruizione veicolare del tratto stradario che collega la zona collinare della Città con la montagna; solo dichiarazioni di facciata, prive di contenuto anche in merito ad uno stanziamento di oltre 10 milioni di euro che è postato nel bilancio comunale da oltre 15 anni e mai utilizzato. Una montagna con troppi padroni (regione, città metropolitana, parco e i tre comuni) e pochissimi fatti. A livello giudiziario, assistiamo ad un incidente probatorio che ancora non vede un suo completamento che ci si augura possa arrivare dopo l’udienza preliminare del 7 maggio prossimo venturo. Il nostro pensiero, infine, va alle quattro vittime innocenti (macchinista EAV e tre turisti) di questa disgrazia che ancora oggi grida e attende giustizia”.
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