Cinque misure cautelari e sequestri di aziende ed esercizi commerciali. È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Napoli contro gli affari del clan D’Alessandro.
Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e su ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, i militari del Comando Provinciale hanno eseguito stamani il provvedimento nei confronti di cinque persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Per due indagati è stato disposto il carcere: uno di loro è ritenuto un elemento di vertice dell’organizzazione. Per gli altri tre sono scattati gli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, tutti sarebbero a vario titolo riconducibili alla cosca camorristica che opera sul territorio stabiese.
Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli, una struttura organizzata dedita alla raccolta illecita di scommesse su piattaforme telematiche. Un sistema che, secondo gli investigatori, si avvaleva di schermi societari intestati a prestanome per gestire il gioco abusivo e reinvestire poi i proventi illeciti.
Contestualmente all’esecuzione delle misure, è stato disposto il sequestro preventivo di quote societarie, interi complessi aziendali ed esercizi commerciali.
Si precisa che il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari ed è pertanto impugnabile. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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