La scena è di quelle che riportano indietro la memoria a pochi mesi fa. La cabina inizia a scivolare lentamente, la fune cede, la vettura prende velocità. È successo di nuovo, anche se con conseguenze fortunatamente molto diverse rispetto al 17 aprile 2025.
Stavolta l’incidente è avvenuto durante le operazioni di recupero della funivia a valle. Secondo le prime ricostruzioni, durante la movimentazione tecnica una fune si è spezzata, facendo scivolare la cabina lungo i cavi. Le immagini diffuse sul web mostrano chiaramente la dinamica: la vettura accelera per alcuni metri prima di essere bloccata.
Il sistema di sicurezza ha funzionato
A differenza della tragedia di aprile 2025, costata la vita a quattro persone dopo la caduta della cabina a monte, questa volta i sistemi frenanti predisposti per le operazioni di recupero hanno retto. La corsa della cabina si è interrotta in pochi secondi, limitando l’impatto contro le colonne della stazione a valle.
Sul posto non si registrano feriti gravi né danni ingenti a cose. Solo tanta paura per gli addetti ai lavori presenti durante le operazioni.
Le reazioni
Da Regione Campania ed Eav arrivano messaggi di cautela. Fonti ufficiali tendono a minimizzare l’accaduto, sottolineando che si è trattato di un evento “gestito dai protocolli di sicurezza” e avvenuto “in assenza di passeggeri a bordo”. Di parere diverso i sindacati e diversi comitati cittadini, che chiedono chiarezza: «Dopo quanto accaduto nel 2025, ogni episodio legato alla Funivia del Faito non può essere sottovalutato».
Impianto ancora sotto osservazione
La Funivia del Faito collega Castellammare di Stabia con il Monte Faito ed è ferma al pubblico dal giorno della tragedia del 2025. Da allora sono in corso verifiche tecniche, collaudi e interventi inerenti all’iter giudiziario. L’incidente di oggi riaccende i riflettori sulla vulnerabilità dell’impianto e sui tempi di una futura riapertura.
La Procura di Torre Annunziata è stata informata dell’accaduto. Disposta l’acquisizione dei filmati e l’avvio di nuovi accertamenti tecnici per stabilire le cause esatte del cedimento.
Per ora, l’unica certezza è che il sistema frenante ha evitato il peggio. Ma a Castellammare la ferita del 17 aprile è ancora aperta, e ogni scricchiolio della funivia fa tremare la città.
Condividi l'articolo



Commento all'articolo