Caricamento in corso
Castellammare – Il degrado raccontato dal basso. L’appello ai Commissari: “La città non è solo la Villa Comunale”

Reportage, foto e video girati con i cellulari: strade, rifiuti, marciapiedi divelti. Sui social l’indignazione dei cittadini cresce giorno dopo giorno. E dopo lo scioglimento del Comune, la percezione è di un abbandono ancora più profondo.

Non è un dossier ufficiale, non è una relazione tecnica. È un reportage diffuso, frammentato, a volte sgranato, che da settimane circola sul web.

Sono foto scattate all’alba, video girati di fretta con il telefono in mano, dirette Facebook. Autori: stabiesi, ma anche persone di fuori che attraversano la città e restano colpite. Il soggetto è sempre lo stesso: il degrado, i rifiuti nelle strade e sui marciapiedi.

A fare da cassa di risonanza, i commenti sotto i post. Centinaia. Su Facebook, sotto ogni segnalazione, si apre uno spaccato autentico e amaro della comunità stabiese. C’è chi denuncia, chi si sfoga, chi ironizza, chi dice “me ne vado”. È la cronaca quotidiana di una stanchezza collettiva che, giorno dopo giorno, diventa più grave e più rassegnata.

Una situazione che, secondo molti residenti, si è ulteriormente aggravata dopo l’arrivo della Commissione prefettizia.

Come noto, lo scorso 14 luglio il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia per accertati condizionamenti della criminalità organizzata, affidando la gestione dell’Ente per 18 mesi a una Commissione straordinaria.

Se lo scioglimento doveva rappresentare una fase di discontinuità e di ripristino della legalità e del decoro, per una parte della città la percezione è opposta: quella di una città ferma, sospesa, senza una guida visibile sul territorio.

Da qui l’appello, sempre più forte sui social e nei gruppi cittadini, che gli stabiesi rivolgono direttamente ai Commissari prefettizi.

La richiesta è chiara: svegliarsi dal torpore.

Ai tre commissari si chiede di iniziare sul serio a governare la città, di uscire dai palazzi e di guardare oltre il perimetro ben curato della Villa Comunale, da sempre vetrina della città, ma che non può essere l’unica parte di Castellammare a meritare attenzione.

“La città non è solo la Villa” è diventato, nei commenti, quasi uno slogan. Perché Castellammare è i quartieri alti, è il centro antico, è le frazioni, è il lungomare deturpato, sono le periferie dove l’incuria è ormai norma.

Il reportage del degrado, nato dal basso, non vuole essere solo una denuncia sterile. Vuole essere una richiesta di presenza. La comunità stabiese chiede che la gestione commissariale, pur nella sua natura straordinaria e temporanea, restituisca i servizi minimi e il senso di una città amministrata.

Rimaniamo in attesa di risposte.

Condividi l'articolo

Commento all'articolo