Inchiesta “Domino III”: due società usate per ripulire pizzo e droga. Indagato imprenditore dell’area nord, contatti con factotum reggente cosca
I soldi del pizzo e del traffico di droga del clan sarebbero stati ripuliti anche attraverso due società operanti prevalentemente nel mercato ittico di Mugnano di Napoli. È quanto emerge dalla maxi inchiesta “Domino III” della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha ricostruito, tra il 2019 e il 2022, la rete di affari della cosca egemone da mezzo secolo a Castellammare di Stabia.
Al centro dell’attenzione degli investigatori c’è un imprenditore pregiudicato residente nell’area nord di Napoli. Secondo l’Antimafia sarebbe stato lui il “gancio” economico della cosca stabiese nel settore ittico. A confermarlo sarebbero una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata e finite nell’informativa depositata agli atti dell’inchiesta. Dalle conversazioni emergono numerosi contatti tra l’imprenditore e affiliati di spicco del clan. Gli intercettati, parlando al telefono e incontrandosi anche in alcuni bar del centro di Castellammare, avrebbero discusso delle strategie imprenditoriali per far crescere le attività nel settore ittico.
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