Prendiamo spunto da un articolo di Antonio Polito, editorialista de “Il Corriere della Sera”, che da Castellammare ha iniziato la sua carriera di giornalista. Quando il PCI stabiese sfornava giornalisti grandi tra i quali lo stesso Luigi Vicinanza, Matteo Cosenza, Ottavio Ragone e così via con tanti altri comprimari che purtroppo non hanno avuto la fortuna d fare la stessa carriera professionale. L’articolo di Antonio Polito parte da Ercolano per poi arrivare a Castellammare. Parla di un pregiudicato per droga che festeggia la vittoria elettorale insieme ai vertici locali del Pd, con segretario cittadino e due consiglieri. È il caso di Ercolano, che Antonio Polito definisce “francamente sorprendente”, ma che si inserisce in una catena più lunga di crisi del nuovo corso Dem in Campania.
Il precedente è Castellammare di Stabia. Polito riprende l’analisi di Riccardo Marone, ex sindaco di Napoli ed esponente di primo piano del Pd su Repubblica: il fallimento della giunta di Luigi Vicinanza era annunciato, a causa di una coalizione troppo larga, composta da un numero eccessivo di liste civiche, che ha finito per “imbarcare troppa gente che usa la politica più che farla”.
Il paradosso, sottolinea Polito, è che a vigilare sulla moralità dell’operazione Castellammare il Pd nazionale aveva inviato Sandro Ruotolo, membro della segreteria nazionale e capolista della coalizione. La domanda di Marone, rilanciata da Polito, è diretta: perché Ruotolo denuncia solo ora di aver imbarcato troppa gente non raccomandabile? Se non era d’accordo, un partito serio avrebbe imposto una linea o tolto l’appoggio, non candidando un suo dirigente nazionale in quella stessa coalizione.
La denuncia è arrivata solo dopo due anni, con le indiscrezioni di stampa sulle intercettazioni che coinvolgono due consiglieri. A quel punto Ruotolo, scrive Polito, ha “mollato il sindaco” – un giornalista prestato alla politica di indiscussa integrità morale – dimettendosi dal consiglio e scaricando su di lui responsabilità che erano anche sue.
Ora lo schema rischia di ripetersi a Ercolano. Da Roma i “moralizzatori” potrebbero chiedere l’estromissione dalla maggioranza dei due consiglieri fotografati con il pregiudicato, aprendo una nuova crisi politica.
E il finale è grottesco: per evitare la stessa sorte dei sindaci di Castellammare e Torre Annunziata, “sedotti e abbandonati dal nuovo Pd”, la sindaca di Ercolano ha istituito un Comitato di garanti della legalità, chiamando a farne parte proprio Sandro Ruotolo.
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