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Castellammare, discarica abusiva a cielo aperto a foce Sarno, torna l’incubo inquinamento sulla costa.

Sacchi, elettrodomestici e materiali potenzialmente pericolosi abbandonati a pochi metri dal mare. Con l’arrivo dei temporali il rischio è che tutto finisca in acqua, proprio mentre il litorale aveva riconquistato la balneabilità

Una discarica abusiva a pochi passi dalla foce del fiume Sarno riaccende l’allarme ambientale lungo la costa vesuviana. L’area, ricadente nel territorio di Castellammare di Stabia, si trova in uno dei punti più delicati dell’intero corso d’acqua, lì dove il fiume sfocia nel Golfo di Napoli. E le conseguenze di questo sversamento non riguardano solo la città stabiese, ma chiamano in causa direttamente anche il litorale di Torre Annunziata e l’intero equilibrio del golfo.

A denunciare la situazione è l’accumulo, evidente e stratificato nel tempo, di rifiuti di ogni genere. Sul posto sono stati individuati sacchi di grandi dimensioni, cumuli di abiti usati, elettrodomestici fuori uso, rottami ferrosi e altri materiali di scarto, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi. Non un episodio isolato, ma il risultato di ripetuti sversamenti illeciti che hanno trasformato l’argine in una vera e propria discarica a cielo aperto, a ridosso del tratto terminale del fiume.

Un quadro che assume una gravità ancora maggiore se si considera cosa rappresenta il Sarno. Il fiume attraversa uno dei territori più densamente urbanizzati e industrializzati della Campania prima di raggiungere il mare, portando con sé da decenni tutte le criticità legate alla qualità delle acque e all’abbandono di rifiuti lungo le sponde.

E ora il fattore tempo preoccupa più di ogni altra cosa. Con i temporali previsti nei prossimi giorni, il timore concreto è che le piogge possano trascinare parte dei rifiuti direttamente nell’alveo e, da lì, in mare aperto, aggravando una situazione ambientale già estremamente fragile.

L’allarme arriva in un momento particolarmente delicato. Da circa due anni il litorale stabiese ha riconquistato la balneabilità, un traguardo storico frutto degli interventi di risanamento ambientale messi in campo dalla Regione Campania e della serrata attività di contrasto agli scarichi illeciti portata avanti dalla Procura di Torre Annunziata, anche attraverso sequestri e controlli mirati.

Un risultato che rischia però di essere rimesso in discussione. Nelle ultime settimane, infatti, si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di cittadini e bagnanti relative alla presenza di liquami in mare. Episodi sporadici ma che hanno già riacceso la preoccupazione e che, sommati alla scoperta della nuova discarica, rendono non più rinviabile un intervento deciso.

La discarica alla foce rappresenta dunque un nuovo, preoccupante campanello d’allarme per un territorio che da anni combatte la battaglia contro l’inquinamento del Sarno e delle acque costiere. La richiesta che arriva da chi vive e lavora tra Castellammare e Torre Annunziata è univoca: rafforzare i controlli, procedere con urgenza alla rimozione dei rifiuti e avviare la bonifica completa dell’area.

Il rischio è chiaro: un problema nato sulla terraferma, alimentato da sversamenti illegali, potrebbe trasformarsi in pochi giorni, con l’arrivo delle piogge intense, in una nuova emergenza per il mare. E lungo una costa che ha appena ricominciato a vivere il suo litorale, l’attenzione resta altissima.

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