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Castellammare, commissione d’accesso, l’amministrazione ammette che al Viminale è stata inviata una proposta di scioglimento.

Nel frattempo il sindaco ha convocato una conferenza stampa per questa mattina alla quale sono susseguiti rumors di ogni genere. A Castellammare da 24 ore è un susseguirsi di ipotesi, fughe di notizie, smentite, richiami dalla Prefettura e un dibattito molto acceso sui social tra consiglieri comunali in carica ed ex amministratori. Al centro del caso, l’iter relativo alla proposta di scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia. Dopo una giornata di notizie sempre più insistenti su un presunto provvedimento già definito, ieri l’amministrazione comunale è stata costretta a intervenire con una precisazione ufficiale.
“Si precisa che l’iter relativo alla proposta di scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia è tuttora in corso e che, allo stato attuale, nessun provvedimento definitivo è stato adottato dagli organi competenti”, è scritto nella nota diffusa da Palazzo Farnese. “Pertanto, ogni ricostruzione che lasci intendere decisioni già assunte o conclusioni definitive risulta priva di fondamento e non corrispondente all’effettivo stato del provvedimento amministrativo”. Sarà vero, come però è vero che c’è la proposta di scioglimento che dovrà essere valutata dal Ministero degli Interni

Il caso comunque tiene banco da giorni, alimentato da indiscrezioni e smentite. Secondo fonti definite “ben informate”, non sarebbe mancato un richiamo da parte della Prefettura per contenere la circolazione di informazioni non verificate. Intanto il dibattito resta alto, con la comunità stabiese sospesa tra attesa e preoccupazione. Vedremo che cosa dirà tra poco il sindaco a proposito. Nel frattempo vale la pena ricordare cosa aspettarsi sulla proposta fatta dalla commissione d’accesso. Dal punto di vista procedurale, la proposta di scioglimento di un Comune per presunte infiltrazioni segue un percorso complesso che coinvolge Prefettura, Ministero dell’Interno e Consiglio dei Ministri. Fino alla firma del decreto del Presidente della Repubblica, ogni atto resta interlocutorio. Per ora, l’unica certezza è quella messa nero su bianco dal Comune. Nessuna decisione definitiva è stata assunta ma la proposta di scioglimento c’è e fa paura. La città attende, il finale di questa vicenda istituzionale resta tutto ancora da scrivere.

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