Pomeriggio di paura ieri, sabato 23 agosto, ai Bagni della Regina Giovanna. Un turista francese di 58 anni è rimasto ferito dopo essersi tuffato in mare in uno dei tratti di costa più suggestivi e allo stesso tempo più insidiosi della Penisola Sorrentina.
L’uomo, dopo l’impatto con l’acqua, ha riportato un trauma cranico e diverse escoriazioni ed è stato trovato in evidente stato di shock all’interno di una piccola insenatura, di difficile accesso.
A lanciare l’allarme e a coordinare i soccorsi è stata la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, impegnata in queste settimane nel dispositivo nazionale “Mari e Laghi Sicuri 2026”, l’operazione che con l’estate vede gli uomini della Capitaneria presidiare gli oltre 8.000 chilometri di costa italiana per la sicurezza in mare e la tutela dell’ambiente.
L’intervento si è rivelato da subito complesso. Raggiungere il ferito via terra era di fatto impossibile a causa della conformazione impervia della scogliera, nonostante il supporto del personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Sorrento. Dal mare, invece, la situazione era resa critica da scogli affioranti e da una forte risacca.
Decisivo il coordinamento del Comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, il Capitano di Fregata Alessio De Angelis. Sul posto è intervenuto rapidamente il battello veloce GC A57 che, con una manovra di avvicinamento particolarmente delicata, è riuscito ad accostarsi all’insenatura.
A bordo i militari hanno effettuato il trasbordo del turista, che aveva già ricevuto un primo soccorso dal personale del 118 calatosi sul posto. Completata l’evacuazione medica, il mezzo navale ha fatto rotta a tutta velocità verso il porto di Sorrento, dove un’altra ambulanza del 118 era già pronta in banchina per prendere in carico il ferito e trasferirlo in ospedale.
Dalla Capitaneria arriva il monito: «Effettuare tuffi in mare è un’attività rischiosa, soprattutto se non si conosce bene il fondale e la zona. I pericoli non vanno mai sottovalutati, perché possono causare gravi danni a sé stessi e mettere a rischio, involontariamente, anche altri bagnanti».
Condividi l'articolo



Commento all'articolo