Caricamento in corso
Castellammare, Canottaggio, il Circolo Nautico Stabia non si ferma più: due ori a Varese e il futuro si chiama “Emily”

Dopo il titolo di giugno, altri due tricolori nel Gran Fondo. Dietro i successi del Quattro di coppia U19 e del Quattro senza U17, il lavoro di Abbagnale e Amarante e il sostegno degli imprenditori cittadini.

Quattro mesi. Tanto è bastato per passare da una festa all’altra. A giugno quattro ragazzi stabiesi sul tetto d’Italia. Oggi, a Varese, la storia si ripete, anzi raddoppia.

Il Circolo Nautico Stabia ha chiuso la finale del Campionato Italiano di Gran Fondo con altri due titoli nazionali in bacheca: l’oro nel Quattro di coppia Under 19 e l’oro nel Quattro senza Under 17. Due barche, due equipaggi diversi, la stessa impronta: quella di un vivaio che non è più una sorpresa, ma una certezza del canottaggio nazionale.

A firmare l’impresa, in acqua, un gruppo di giovani cresciuti remata dopo remata. A terra, due garanzie: Giuseppe Abbagnale e Catello Amarante. Un lavoro quotidiano, silenzioso, lontano dai riflettori, che continua a trasformare talento e sacrificio in medaglie.

Ma la vittoria di Varese è anche un’altra cosa. È il ritratto di una Castellammare che funziona quando fa squadra.

Negli ultimi mesi, a credere in questi ragazzi sono stati anche due imprenditori del territorio, Impero Moto e Jobat Abbigliamento, che hanno sostenuto concretamente il Circolo contribuendo all’acquisto di una nuova imbarcazione. Si chiama “Emily” ed è già diventata simbolo di questo percorso. Non una semplice sponsorizzazione, ma un patto tra sport e impresa locale, tra chi forma campioni e chi decide di investire sul futuro della propria città.

Ed è proprio questo il punto. Al di là dei titoli, ciò che resta è un modello: una società storica, allenatori di livello internazionale, famiglie presenti e un tessuto imprenditoriale che sceglie di esserci.

L’obiettivo, ora, è alzare ancora l’asticella e portare il nome di Stabia sempre più in alto, anche fuori dai confini nazionali. Per il momento, però, c’è da festeggiare. Un applauso va alla società, ai tecnici, a chi ha sostenuto il progetto.

E soprattutto a loro, i ragazzi. Quelli che continuano a portare il nome di Castellammare di Stabia su, sul gradino più alto.

Condividi l'articolo

Commento all'articolo