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Castellammare, scioglimento per infiltrazioni camorristiche, l’ex sindaco Luigi Vicinanza torna in pubblico e rilancia la sua attività politica.

Davanti a una sala gremita al Circolo Internazionale in villa comunale – presenti ex assessori e quasi tutti gli ex consiglieri di maggioranza – Vicinanza rivendica la continuità del suo progetto:

«Non scappo. Resto qui e farò il sindaco di strada. L’etichetta di sindaco sciolto per camorra brucia, è un provvedimento che considero ingiusto».

Al centro del suo intervento, la legge sullo scioglimento dei Comuni, che definisce «obsoleta e distorsiva della democrazia». L’ex primo cittadino annuncia il ricorso al Tar:

«Non è una sfida alle istituzioni, ma un atto d’amore per la città e per difendere la mia onorabilità. Castellammare non è complice, è vittima. Negli atti non c’è una sola delibera di giunta o di consiglio contestata per condizionamento. È una procedura senza contraddittorio. Il Comune di Marano è stato sciolto cinque volte e per dieci anni gestito da commissari: una norma che aveva senso 33 anni fa, oggi non funziona».

Vicinanza respinge l’accusa di continuità con apparati opachi: «Non abbiamo fatto assunzioni. Ho confermato segretaria e dirigenti scelti dai commissari che ci avevano preceduto dopo lo scioglimento del centrodestra. Se c’erano dipendenti controindicati, c’erano già prima».

Poi la replica punto per punto alle contestazioni della relazione. Sulla festa per la Juve Stabia: «Abbiamo seguito le indicazioni della Prefettura per il maxischermo dello scudetto del Napoli e concordato la data con le forze dell’ordine. In città c’erano 200 uomini. L’ordine pubblico compete allo Stato. Se qualcuno sposta una transenna per premiare un calciatore, cosa può fare il sindaco? Lo stesso ministro Piantedosi ha parlato di superficialità».

Sugli appalti: «Non 21 milioni di affidamenti diretti, ma 5. E solo due casi ritenuti sospetti, appena sotto soglia. Anche sotto i 5mila euro serve l’antimafia della Prefettura. Ci contestano un affidamento da mille euro per un’ambulanza per una giornata di sport giovanile, a una ditta che ha ricevuto l’interdittiva molto dopo. Non abbiamo la sfera di cristallo».

Sul fronte della lotta alla criminalità rivendica i numeri: «11 sgomberi in 25 mesi contro i 9 in 27 mesi della Commissione straordinaria, e tre beni confiscati recuperati, tra cui la casa del boss di Scanzano diventata centro giovani. Io giro senza scorta».

Affondo anche interno al centrosinistra, con un attacco diretto al Pd e al senatore Sandro Ruotolo: «Lo scioglimento è frutto della torsione giustizialista dell’ala più faziosa del partito. Ruotolo in Consiglio comunale ha dato contributo zero, come da lui stesso ammesso. Gli avevo proposto l’assessorato alla Legalità a novembre, nessuna risposta. Il 31 dicembre si dimette, va in Prefettura e dice che non sarei un argine alla camorra. Se lo dice un esponente della segreteria nazionale Pd, è ovvio che parta la commissione d’accesso».

Infine lo sguardo sul futuro e l’incontro con il prefetto Dario Caputo, oggi alla guida della terna commissariale: «Ho apprezzato il suo garbo istituzionale. Abbiamo lasciato un piano di opere pubbliche da quasi 100 milioni. Quando si voterà non si sa, non parlo di ricandidatura. Lo scioglimento è un atto preventivo, non accusatorio: ma se non c’è un atto condizionato, cosa sciogli?».

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