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Calcio Dilettanti, rissa dopo Agerola-Ebolitana: 8 Daspo e arresti domiciliari eseguiti dai Carabinieri

Raffica di provvedimenti dopo gli scontri esplosi al termine della partita di calcio dilettanti Agerola-Ebolitana.

Stamattina i Carabinieri delle Stazioni di Agerola e di Sant’Antonio Abate hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Destinatari 8 tifosi, indagati a vario titolo per rissa aggravata, porto illegale in luogo pubblico di oggetti atti ad offendere, danneggiamento aggravato, violazione del Daspo e violazione dell’art. 6 bis della legge 401/1989.

Per uno degli indagati è stata disposta la misura più grave, gli arresti domiciliari. Per gli altri sette, l’obbligo di dimora nel comune di residenza e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, la violenta rissa scoppiata subito dopo il fischio finale della partita del campionato di Eccellenza Agerola – Ebolitana, disputata lo scorso 28 settembre 2025.

Secondo quanto ricostruito dai militari attraverso l’analisi di numerose telecamere di videosorveglianza private, l’escussione di testimoni e successivi controlli su strada, alcuni ultras del Sant’Antonio Abate avrebbero trasportato a bordo di un’auto diversi bastoni di legno, poi distribuiti al gruppo per lo scontro. Dall’altra parte, tifosi dell’Ebolitana avrebbero risposto lanciando sassi e bastoni contro i mezzi degli avversari, mandando in frantumi il lunotto posteriore dell’auto usata per portare i bastoni. Un tifoso dell’Ebolitana avrebbe usato anche la cintura come arma contundente.

Nel contesto è emersa anche la posizione di un indagato che, nonostante fosse già sottoposto a Daspo per 4 anni, si sarebbe recato nei luoghi di sosta e transito dei tifosi, violando le prescrizioni.

Il quadro indiziario è stato rafforzato dalle perquisizioni domiciliari, durante le quali a casa di uno degli indagati sono stati trovati gli abiti indossati al momento degli scontri. Decisiva anche la denuncia falsa presentata dall’autista dell’auto danneggiata alla società di noleggio: aveva giustificato la rottura del parabrezza posteriore con un urto accidentale contro un ferro sporgente.

Il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari: la misura cautelare è impugnabile davanti al Tribunale del Riesame e, fino a sentenza definitiva, vige la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.

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