Svolta nel circolo dem: l’assemblea convocata dal commissario Arturo Scotto segna il nuovo corso e la rottura definitiva con la gestione Vicinanza
La ricostruzione del Partito Democratico stabiese riparte da una presa di posizione netta, senza diplomazie. È questo il segnale uscito dall’incontro dal titolo emblematico “Contro la camorra, per la giustizia sociale”, convocato dal commissario del circolo cittadino Arturo Scotto.
Protagonista della giornata è stato Nicola Corrado. Il dirigente nazionale dem, già tra i più severi critici della passata amministrazione guidata dall’ex sindaco Luigi Vicinanza – poi travolta dallo scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata – ha di fatto assunto la leadership ideale e politica della rifondazione della sinistra in città.
Il monito: due scioglimenti sono il dato politico
Davanti a dirigenti, alleati e quadri di partito, Corrado ha tracciato un solco profondo con il passato recente. «Voglio ringraziare Arturo Scotto per aver organizzato questo seminario. Lui ha colto un punto essenziale nel lavoro che ci aspetta di riorganizzazione del Partito», ha detto Corrado. «Qualsiasi ragionamento sui nostri destini e su un destino collettivo ha una premessa necessaria, imprescindibile: dobbiamo combattere e sconfiggere la camorra. Due scioglimenti consecutivi del Consiglio Comunale sono oggettivamente il ‘dato politico’ con il quale dobbiamo fare i conti».
Basta narrazioni false sullo scioglimento
Durissimo l’attacco alle letture di comodo sulla fine dell’ultima consiliatura. Corrado ha respinto ogni tentativo di minimizzazione:
«Il secondo scioglimento rischia di essere accompagnato da una sottovalutazione del nemico che abbiamo davanti, attraverso una sorta di esercizio di ‘rimozione psicologica’ del problema, attraverso una ricostruzione falsa e bugiarda del nostro recente passato politico ed amministrativo. Il Consiglio Comunale non è stato sciolto perché ‘la parte giustizialista, faziosa e rancorosa del PD’ ha lavorato per raggiungere questo obiettivo. No: il consiglio comunale è stato sciolto perché la camorra ha condizionato con i propri voti le ultime elezioni e perché sono emerse tantissime opacità nella gestione della macchina comunale».
La mappa dei clan e il civismo criminogeno
Richiamando gli allarmi lanciati dall’onorevole Sandro Ruotolo e le relazioni della DIA, Corrado ha descritto l’evoluzione della criminalità organizzata stabiese. Una criminalità che, secondo Corrado, non condiziona più il voto con blocchi monolitici ma attraverso il proliferare di «false liste civiche».
«Bisogna distinguere nettamente tra il contributo necessario della società civile dal falso ‘civismo criminogeno’ – ha spiegato – Negli ultimi anni l’insieme delle false liste civiche ha rappresentato l’ago della bilancia. È necessario un accordo tra centro-destra e centro-sinistra per isolare politicamente questo fenomeno degenerativo».
Da qui la ricetta per i due anni di commissariamento: una scuola di alta formazione politica, il rifiuto dei mercanteggi post-elettorali con la presentazione preventiva della squadra di giunta, e un patto etico-territoriale.
Lo strappo morale: «Quei voti ci fanno schifo»
Il passaggio più duro è stato quello sul piano morale e dell’appartenenza.
«Forse oggi non esistono neanche più quei cento passi che separavano la casa di Peppino Impastato da quella di Tano Badalamenti, si è azzerato il confine tra noi e loro, nella misura in cui loro sono ‘accettati’ come parte della nostra comunità. Io ricordo quando, a seguito di un tesseramento vergognoso, ci ritrovammo tra gli iscritti il killer di Tommasino ed altri esponenti del clan D’Alessandro. Noi non siamo magistrati ma sappiamo quali ambienti bisogna evitare, con quali imprenditori non bisogna parlare, quali voti rifiutare».
Il manifesto del nuovo Pd stabiese, nelle intenzioni di Corrado, dovrà partire da un disclaimer esplicito:
«Noi quei voti non li vogliamo, perché quei voti ci fanno schifo, non ci votate perché siamo vostri nemici e vi combatteremo fino alla fine».
foto Metropolis
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