Sabato al Menti di Vicenza va in scena molto più di una partita di Serie B: Lanerossi Vicenza e Juve Stabia si sfidano nel nome di Romeo Menti
In calendario c’è scritto semplicemente L.R. Vicenza – Juve Stabia, IV giornata di Serie B, sabato pomeriggio alle ore 15:00. Ma per chi conosce la storia, quella del Menti non sarà una partita come le altre. Sarà il derby dei due Menti.
Una coincidenza che nel calcio italiano ha pochi eguali: entrambe le città, Vicenza e Castellammare di Stabia, hanno intitolato il loro stadio allo stesso uomo, a Romeo Menti, ala del Grande Torino scomparsa il 4 maggio 1949 nel rogo di Superga.
È uno dei tre stadi italiani dedicati a Menti – il terzo è quello di Montichiari – ma solo a Vicenza e a Castellammare la dedica ha un legame profondo e vivo con la città.
A Vicenza il legame è quello del sangue e della terra. Romeo Menti era vicentino, nato il 5 settembre 1919. Esordì a soli 16 anni proprio nello stadio di Via Schio, l’8 settembre 1935, nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Soroksar. Un predestinato. Dopo due anni in Serie C trascinò i biancorossi a suon di gol – 21 reti nella stagione 1937-38 – prima di spiccare il volo verso Fiorentina, Torino e la leggenda. Quando il Grande Torino scomparve, il Comune decise nel 1949 di intitolare a lui l’impianto che lo aveva visto nascere calciatore.
A Castellammare di Stabia il legame è diverso, ma non meno intenso. È la storia di un’Italia in guerra. Sfollato dal Nord durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1943 e il 1945 Menti trovò rifugio e un campo dove giocare proprio a Castellammare. Con la maglia di quella che allora si chiamava semplicemente Stabia, fu uno dei protagonisti assoluti di un’impresa dimenticata da molti ma scolpita nella memoria stabiese: la vittoria del titolo di Campione d’Italia Liberata del 1945.
Per questo sabato, quando le squadre entreranno in campo al Romeo Menti di Vicenza per affrontare gli avversari che durante la settimana si allenano al Romeo Menti di Castellammare, non sarà solo una partita per tre punti.
Sarà un incrocio di storie, di esilio e di radici. Sarà il passato che ritorna su due prati diversi ma con lo stesso nome sulla cancellata.
Sarà, a tutti gli effetti, il derby dei due Menti.
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