Con l’ondata di calore che da giorni investe anche Castellammare, il lungomare si è trasformato in un formicaio di bagnanti in cerca di refrigerio. Tra ombrelloni e lettini strapieni, però, torna una scena già vista: fontanine pubbliche usate come docce di fortuna per lavarsi via sabbia e sudore.
Nonostante un’ordinanza sindacale vieti espressamente l’utilizzo improprio degli impianti e il transito in costume da bagno verso il centro, è facile imbattersi in gruppi che dalla spiaggia risalgono verso corso Garibaldi in infradito e pareo.
Servizi mal posizionati, disagi vecchi
Alla base del problema, secondo residenti e turisti, c’è una cattiva dislocazione dei servizi lungo l’arenile. Docce a pagamento distanti, bagni pubblici insufficienti e pochi punti d’acqua costringono di fatto i bagnanti a ripiegare sulle fontanine.
Le lamentele non sono nuove. Già negli anni scorsi erano arrivate segnalazioni simili, rimaste però – denunciano i cittadini – quasi tutte inevase.
Le critiche all’amministrazione
Nel mirino finisce l’amministrazione Vicinanza. L’accusa è di essere «sorda ai consigli dei cittadini e cieca davanti a una realtà che richiederebbe interventi concreti per migliorare la vivibilità».
A pesare, oltre al nodo servizi, sarebbe anche l’assenza di una strategia turistica. Con l’estate ormai avviata, manca ancora un cartellone ufficiale di eventi capace di creare attrattiva per visitatori e vacanzieri. Un vuoto che, secondo molti operatori, penalizza l’immagine di Castellammare proprio nei mesi più caldi.
La situazione sul lungomare
Intanto sul litorale la situazione resta complessa: caldo record, spiagge affollate e un’ordinanza che sulla carta c’è, ma che nei fatti fatica a trovare applicazione senza alternative reali per i bagnanti.
La richiesta che arriva dall’arenile è chiara: più docce, più bagni, più controlli, e un piano estivo che vada oltre le multe. Per ora, tra una fontanina trasformata in doccia e un cartellone eventi ancora al palo, Castellammare prova a resistere all’afa.
Condividi l'articolo



Commento all'articolo