La sera scende e la Villa Comunale cambia pelle. Da polmone verde e salotto buono della città, si trasforma in un circuito senza regole. Una terra di nessuno, dove i divieti restano inchiostro su carta e il controllo è un miraggio.
È questa la scena che si ripete ogni sera, sotto gli occhi di tutti. Famiglie con passeggini, anziani, coppie che vorrebbero solo godersi due passi di fresco, costretti a un pericoloso zig-zag tra bici a pedalata assistita che sfrecciano nei viali come se fossero in pista.
Il copione è ormai logoro. Le e-bike, spesso truccate e lanciate a velocità folle, trasformano i vialetti pedonali in una gimkana. Fischiano a pochi centimetri dalle gambe, sfiorano bambini, costringono a scansarsi all’ultimo secondo. La passeggiata? Un esercizio di sopravvivenza.
E i controlli? Spariti. I vigili urbani, sempre meno presenti, sembrano evaporati proprio nelle ore più calde, quelle serali in cui la Villa si riempie. Una assenza che grida vendetta, soprattutto se si pensa ai roboanti annunci dell’Amministrazione.
Perché dall’altra parte ci sono i “mega-progetti sulla sicurezza”, sbandierati in conferenza stampa e finanziati – ironia della sorte – proprio con i soldi delle multe degli stabiesi. Milioni di euro per telecamere di ultima generazione, centrali operative, piani strategici. Sulla carta, una città blindata. Nella realtà della Villa? Non c’è nemmeno un fischietto.
A rendere la farsa ancora più amara ci sono i divieti emanati dal Sindaco proprio in questi ultimi giorni. Ordinanze urgenti, divieti di transito per le bici, regole ferree. Provvedimenti che dovevano essere la svolta. Peccato che nessuno li faccia rispettare.
La musica, insomma, è sempre la stessa: si annuncia, si vieta, si promette. Ma non si controlla mai.
Intanto gli stabiesi continuano a pagare. Pagano le multe che finanziano la sicurezza che non vedono. Pagano con la paura di una passeggiata serale che potrebbe finire al pronto soccorso.
La domanda è una sola, semplice e scomoda: a cosa servono le telecamere più costose del mondo se poi manca l’uomo che deve guardare il monitor e intervenire? A cosa servono i divieti se restano lettera morta?
La Villa Comunale non ha bisogno di altri progetti faraonici. Ha bisogno di una cosa antica, quasi banale: qualcuno che la presidi.
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