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Castellammare, scioglimento consiglio comunale: E’ andato tutto a Ruotolo”.

Scalpore in città per la caduta dell’amministrazione. Nel mirino il Pd locale e il peso dell’europarlamentare Sandro Ruotolo. Sul web impazza il gioco di parole diventato virale

Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare ha suscitato un clamore che va ben oltre i confini cittadini, trasformandosi in un vero e proprio caso politico nazionale.

Un evento atteso da alcuni, traumatico per altri, ma che nessuno ha potuto ignorare. E come accade ogni volta che la politica stabiese arriva a un punto di rottura, è partita immediatamente la corsa alla definizione, al commento lapidario capace di riassumere mesi di tensioni, spaccature e veleni.

Al centro del dibattito, inevitabilmente, il comportamento del Partito Democratico locale. In molti, tra analisti, avversari politici e anche all’interno dello stesso centrosinistra, hanno puntato il dito sulla gestione delle alleanze e sulle scelte compiute negli ultimi mesi, attribuendo un peso determinante alle mosse dell’europarlamentare Sandro Ruotolo.

Considerato da molti osservatori come il vero regista politico dei dem in area stabiese, Ruotolo viene indicato – dai suoi detrattori – come il principale responsabile della debacle che ha portato allo scioglimento. Un’accusa politica pesante, che l’interessato respinge, ma che continua ad alimentare discussioni infuocate.

Mentre i politici di professione si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni ufficiali, comunicati e interviste per capitalizzare o smarcarsi dall’accaduto, la definizione più efficace, curiosa e tagliente è arrivata, come spesso accade, dal basso.

Sul web, tra i commenti di cittadini comuni, è comparsa una frase che in poche ore ha fatto il giro dei social ed è diventata virale:

“E’ andato tutto a Ruotolo”.

Un gioco di parole semplice, ironico e amarissimo allo stesso tempo, che gioca sul cognome dell’europarlamentare per certificare il fallimento di un intero percorso politico. Una battuta che, nella sua immediatezza popolare, è riuscita a fotografare meglio di qualsiasi analisi il sentimento diffuso di una città stanca di vedere le proprie sorti legate a logiche di corrente.

Ora a Castellammare si apre la fase del commissariamento, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse del Pd e se la profezia sarcastica del web si trasformerà in un punto di ripartenza o nell’epitaffio definitivo di una stagione politica.

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