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Castellammare, Questa mattina tagliato il nastro della nuova “Art Factory”: da rudere a polo creativo per i giovani del Rione San Marco

Castellammare rinasce: oggi riapre Villa Gabola dopo 50 anni di abbandono
Tagliato il nastro della nuova “Art Factory”: da rudere a polo creativo per i giovani del Rione San Marco

Oggi, sabato 6 giugno 2026, Castellammare di Stabia volta pagina. Alle ore 11:00, il sindaco Luigi Vicinanza ha ufficialmente riaperto le porte di Villa Gabola, nel cuore del Rione San Marco. Dopo mezzo secolo di chiusura, incuria e vandalismi, la storica struttura torna finalmente alla città.

Il taglio del nastro: finisce un’attesa lunga 50 anni
La cerimonia si è svolta nel parco urbano di Villa Gabola, area verde già restituita ai cittadini. Accanto al sindaco Vicinanza, numerosi rappresentanti dell’amministrazione comunale hanno celebrato un momento che per intere generazioni era solo un racconto.
«È un altro pezzo di città che recuperiamo dopo decenni di abbandono e di degrado» ha dichiarato il sindaco. «Era peggio degli scavi di Pompei, un vero e proprio disastro. Intere generazioni non hanno mai messo piede in questa struttura.»
I lavori, iniziati a settembre 2024, si sono conclusi in meno di due anni. Già ad aprile dell’anno scorso era stato inaugurato il parco urbano. Oggi tocca all’edificio interno. E Vicinanza scherza: «Oggi non taglio nussun nastro altrimenti ci sarà pronto qualcuno a dire che io taglio solo nastri, invece qui lavoriamo».

Dalla “Pensione Baker” al degrado: 150 anni di storia
Villa Gabola nasce nel XIX secolo come “Pensione Baker”. Gestita da una signora inglese, accoglieva i turisti stranieri attratti dalle celebri cure termali stabiesi. A fine Ottocento passa ai Doria di Angri, poi negli anni ’20 viene acquistata da Isaia Gabola su spinta della moglie Filomena Angrisani.

Da lì, il declino. 50 anni di chiusura hanno trasformato un simbolo della città in un rudere, vittima di incuria e continui atti vandalici.

Fondi europei e rinascita: nasce l’“Art Factory”
La svolta arriva con un piano di riqualificazione finanziato da fondi europei. Il restauro ha salvato l’immobile dal collasso strutturale e ne ha stravolto la missione.

La struttura interna è oggi “Art Factory”: un centro polivalente pubblico e gratuito, pensato come incubatore di creatività e innovazione. Laboratori artistici, attività sociali, spazi di aggregazione: tutto dedicato alle nuove generazioni.
«Questa villa è una villa storica che fa parte dell’identità stabiese» ha sottolineato Vicinanza. «La finalità è farla diventare un luogo di aggregazione giovanile, un art factory, come dicono quelli che parlano inglese. Un luogo culturale, dove i ragazzi possano incontrarsi ed esprimere la loro creatività e i loro talenti.»

Rione San Marco: da simbolo di abbandono a motore di rilancio

Per il popoloso Rione San Marco, Villa Gabola è sempre stata il principale polmone verde e punto di ritrovo per le famiglie. La riapertura riaccende fiducia e riscatto tra gli stabiesi.

L’ottimismo è forte, soprattutto per le opportunità formative, ricreative e occupazionali che il nuovo polo culturale porterà ai giovani del territorio. Dopo 50 anni, un luogo negato diventa finalmente un punto di partenza.

Da oggi, Villa Gabola non è più il passato. È il futuro di Castellammare

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