Si sblocca dopo anni di stallo il dossier sulla messa in sicurezza del versante stabiese del Monte Faito. A riaccendere i riflettori è stata la frana di Pozzano, che nei giorni scorsi ha messo in luce ancora una volta la fragilità del territorio, provocando gravi disagi alla viabilità e misure di sicurezza per alcune strutture della zona.
La svolta è arrivata dal tavolo tecnico convocato dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, su richiesta del deputato stabiese del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato. Al vertice hanno partecipato Regione Campania, Comune di Castellammare di Stabia, Città Metropolitana, Vigili del Fuoco, Autorità di Bacino, Ente Parco dei Monti Lattari e Forze dell’Ordine.
Al centro del confronto, i 10 milioni di euro di fondi CIPE destinati da anni alla sistemazione idrogeologica dei versanti e degli alvei torrentizi lungo la Panoramica Sorrentina. Risorse ferme da tempo, il cui mancato utilizzo ha alimentato nuove polemiche all’indomani della frana.
Secondo quanto riferito da Amato, ora si entra nella fase operativa: il Comune ha completato il bando di gara e in Prefettura è stato definito un cronoprogramma degli interventi per superare, come ha detto lo stesso parlamentare, una lunga stagione di «ritardi e rimpallo di responsabilità». Decisivo, sottolinea Amato, il coordinamento del Prefetto vicario Stefania Rodà.
Il piano riguarda in particolare i rivi Foiano, Scuselle al Cognulo, Visanola e Piazza Grande, punti critici per ridurre il rischio di frane e colate detritiche. Intanto sono già partiti gli interventi urgenti sul Rivo Scurolillo e sulle aste torrentizie più colpite, con lo svuotamento delle vasche borboniche e la rimozione di sedimenti e massi.
Nei giorni dell’emergenza, il monitoraggio dei versanti è stato condotto anche con ricognizioni aeree dei Vigili del Fuoco.
«Dopo anni di rimpalli e ritardi, sembra si sia imboccata finalmente la strada giusta», commenta Amato. «Ora bisogna passare dalle parole ai fatti. Il Monte Faito non può più aspettare. La sicurezza del territorio e la riapertura della strada devono diventare una priorità concreta»
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