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Castellammare, l’orrore in una cantina delle palazzine popolari di Corso De Gasperi: la minaccia del 26enne arrestato, “io stasera ti uccido”

La ricostruzione choc nell’ordinanza del Gip di Torre Annunziata. La vittima, una 22enne, avrebbe vissuto ore di terrore in via De Gasperi. Venerdì la manifestazione del Cif

Quello che doveva essere un semplice primo appuntamento, nato sui social poche settimane prima, si è trasformato in ore di terrore in una cantina buia e isolata di via De Gasperi. Una vicenda che lascia inorriditi e che ha portato il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, Mariaconcetta Criscuolo, a disporre la custodia cautelare in carcere per R. R., 26 anni.

L’uomo è indagato con le gravi accuse di violenza sessuale aggravata, lesioni personali e sequestro di persona.

Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, la vittima, una giovane classe 2004, aveva accettato di incontrare il 26enne per la prima volta. L’uomo l’avrebbe condotta in una cantina nella sua disponibilità, nei pressi della sua abitazione.

Ed è lì che, secondo l’accusa, sarebbe iniziato l’incubo.

Le minacce e le ore di terrore

La ragazza si sarebbe ritrovata in un luogo isolato, senza via d’uscita. Secondo la denuncia, le avrebbe rivolto una frase agghiacciante: «Tu non vedi dove stai? Questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido!».

Da quel momento, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbero iniziate le violenze. La giovane avrebbe tentato più volte di opporsi, urlando di fermarsi e ripetendo di non voler fare quelle cose, lamentando dolore fisico e un forte malessere. Un rifiuto che non sarebbe stato ascoltato.

L’ordinanza descrive una sequenza di aggressioni fisiche e sessuali prolungate, con la vittima bloccata a terra, colpita con schiaffi e calci e stretta al collo. In alcuni frangenti, l’uomo avrebbe utilizzato anche delle travi di legno presenti nel locale per impedirle di muoversi. Violenze che sarebbero proseguite nonostante i tentativi della ragazza di divincolarsi.

Sul corpo della giovane sarebbero rimasti i segni evidenti di quella notte. Il referto medico parla di multiple contusioni, cervicalgia e di uno stato di ansia reattiva conseguente all’aggressione.

«Non devi dire nulla a nessuno»

Tra i passaggi più inquietanti, quelli successivi alla violenza. Secondo il racconto della vittima, il 26enne le avrebbe imposto di mantenere il silenzio, dicendole che quanto accaduto doveva restare tra loro.

Poi, in un repentino cambio di atteggiamento, le avrebbe parlato della morte del fratello in un incidente stradale e le avrebbe mostrato i suoi tatuaggi, mentre lei, ancora sotto choc e terrorizzata, continuava a ribadire di non aver voluto subire quelle violenze.

Solo dopo diverso tempo l’uomo avrebbe spostato un termosifone che di fatto bloccava l’uscita, permettendole di lasciare la cantina. Non prima, però, di averle fatto giurare di non raccontare nulla e di averla abbracciata con la forza, nonostante lei fosse rimasta immobile e in silenzio.

La giovane è riuscita poi a tornare a casa e a denunciare tutto.

La solidarietà del territorio

Per tenere alta l’attenzione sulla violenza contro le donne ed esprimere vicinanza alla vittima, il Cif – Centro Italiano Femminile ha organizzato per venerdì una manifestazione pubblica. Un momento di solidarietà e di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

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