Castellammare, il comitato del CMI chiede un urgente incontro al sindaco per approfondire le problematiche del rione
Un anno fa, il sindaco di Castellammare di Stabia si era impegnato a risolvere alcune problematiche nella periferia della città durante una riunione con l’associazione CMI, ma da allora non è stato fatto nulla. Per questo i componenti dell’associazione si sono decisi a scrivere al sindaco per chiedere un urgente incontro dove poter affrontare le tante problematiche che investono al vita dei cittadini residenti nella periferie come il quartiere del C.M.I.
“L’Associazione C.M.I., dopo l’ennesimo tentativo, ignorato, di avere un incontro con Lei, siamo costretti a denunciare una situazione che reputiamo preoccupante e che richiede un’attenzione immediata da parte Sua e di tutta l’Amministrazione comunale – si legge nella lettera inviata a palazzo Farnese – Se ben ricorda è venuto nel nostro quartiere a settembre del 2024, nei locali parrocchiali, a promettere che alcuni interventi erano da fare con urgenza (strisce pedonali nei pressi dei plessi scolastici, sistemazione del manto stradale, una pattuglia dei vigili a presidiare il quartiere, l’installazione di dissuasori di velocità, gli scarichi abusivi di materiale di ogni genere, oltre al nostro invito a concertare un tavolo con l’ACER per la ristrutturazione degli edifici).Questa completa assenza di risposte e disponibilità da parte Sua e dell’intera amministrazione comunale ci pone un problema che ha avuto un impatto significativo sulla qualità della vita nella nostra comunità, causando la perdita totale del rapporto di fiducia tra cittadino ed istituzione. Non essere capaci di rispondere ai problemi di quotidianità, disagi, pericoli per la sicurezza o la salute pubblica, ci pone una domanda semplice… “Era necessario fare il Sindaco”?Non siamo né un’associazione politica e siamo ben lontani dai partiti, ma siamo profondamente delusi dalla politica e dai partiti. Tutto quello che avviene per il bene della comunità del quartiere è fatto dai volontari, che scerbano, spazzano e puliscono le aree del quartiere mossi da uno spirito di solidarietà, per non animare sdegno nelle istituzioni per contrastare il malcostume e la delinquenza. Non sappiamo se questo ennesimo appello possa portare risultati insperati, ma la critica è ritenuta necessaria e la invitiamo a trovare il tempo di comunicare con le persone e soprattutto ad ascoltarle, con pazienza, i cittadini che restano a vivere nel quartiere che hanno diritto di poter contare su amministratori capaci e coraggiosi almeno quanto loro, anzi più di loro. Avere coraggio significa anche lavorare per migliorare, crescere e cambiare perché tutto ciò non è solo auspicabile ma necessario. L’inerzia, l’inettitudine, l’indifferenza, l’assenza di buona volontà, i personalismi, l’arroganza, la cattiva fede e l’opportunismo sono deleteri per ogni comunità”
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