Il documento dei Giovani Democratici stabiesi dopo la ripresa del dibattito interno al Pd. Ringraziamento al commissario Arturo Scotto e stop alle corse per le candidature
Dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche si riapre il dibattito nel Partito Democratico. A intervenire sono i Giovani Democratici di Castellammare di Stabia che, con un documento diffuso dopo la ripresa della discussione interna, prendono posizione: prima i contenuti, poi i nomi.
“Vogliamo innanzitutto ringraziare il commissario Arturo Scotto per il lavoro che sta svolgendo in questi mesi e, in particolare, per l’attenzione e la disponibilità che ha dimostrato nei confronti della nostra organizzazione giovanile fin dal primo momento”, scrivono i GD.
In una nota, i giovani dem riconoscono il lavoro avviato dal commissario per la costruzione di un gruppo dirigente locale autonomo. “Riteniamo importante riconoscere chi ha scelto di ascoltare e coinvolgere le nuove generazioni, favorendo un confronto che per noi rappresenta un punto di partenza importante. Riteniamo ancora più importante l’obiettivo dichiarato di costruire un gruppo dirigente locale autonomo da condizionamenti, che lavori e faccia scelte politiche esclusivamente per gli stabiesi e per il bene della comunità di Castellammare di Stabia”.
Al centro della riflessione, il seminario proposto dal commissario e il lavoro dell’Osservatorio Anticamorra, che secondo i Giovani Democratici hanno offerto l’occasione per ragionare su come si costruisce oggi il consenso politico in città.
“È una discussione che, a nostro avviso, non può essere ridotta alla questione delle preferenze o ai rapporti personali tra candidati ed elettori. Questi sono elementi che esistono e che sono stati giustamente analizzati, ma a seguito di questo processo, la nostra riflessione politica vuole partire da una domanda diversa: quale idea di città vogliamo proporre ai cittadini di Castellammare di Stabia? Crediamo che questo debba essere il punto da cui ripartire”.
Dura la presa di posizione contro le ricostruzioni giornalistiche circolate negli ultimi giorni sulle future leadership del Pd stabiese.
“Dispiace constatare che all’esterno poco sia emerso delle riflessioni del seminario, ma siano già partite su più organi di stampa narrazioni sulla leadership o sulla presunta direzione intrapresa dal partito democratico. Su questo vogliamo essere chiari, prima di discutere di nomi e di candidature, per noi è prioritario confrontarsi sui problemi della città e sulle risposte che la politica vuole dare”.
Per i GD, quindi, la priorità è un programma concreto: “Significa parlare di lavoro e sviluppo, di servizi, di vivibilità, di giovani, di formazione, di rigenerazione urbana, di sicurezza, di cultura, di ambiente, di mobilità, di turismo e delle tante questioni che riguardano concretamente la vita quotidiana degli stabiesi. Costruire una proposta politica riconoscibile, anche attraverso un confronto con la città e con le sue realtà sociali”.
E ancora: “Per noi una qualsiasi candidatura arriva a valle di un tale percorso e non alla partenza. Per superare ragionamenti legati esclusivamente alle persone e al consenso personale, dobbiamo essere in grado di dire con chiarezza alle persone quale trasformazione vogliamo realizzare e quale futuro immaginiamo per Castellammare”.
Nel documento, infine, il richiamo al metodo della partecipazione:
“Il lavoro di questi mesi ci ricorda quanto sia importante tornare a discutere della qualità della partecipazione politica e del rapporto tra cittadini e istituzioni. Per noi questo significa la riproposizione di spazi di discussione collettiva, nei quali le persone possano confrontarsi sulle idee e sulle scelte che riguardano la città, senza che il dibattito politico venga assorbito esclusivamente dalle dinamiche personali”.
La conclusione traccia la linea per i prossimi mesi: “Come Giovani Democratici vogliamo quindi continuare a dare il nostro contributo partendo dai contenuti e dalle proposte. Non abbiamo interesse a costruire una discussione intorno ai singoli nomi, ma a contribuire alla definizione di una visione politica per Castellammare, nella convinzione che sia questo il confronto di cui la città abbia bisogno. Le persone che saranno chiamate a rappresentare questa visione arriveranno dopo, come espressione di un percorso politico e di una proposta condivisa”.
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