A volte basta uno scavo per risvegliare la memoria di una città. E’ quello che sta accadendo in questi giorni al piazzale di Fontana Grande, dove i lavori di restauro hanno riportato alla luce qualcosa che molti stabiesi credevano perduto per sempre: quella che tutti chiamano “acqua ferrata”.
Dagli scavi è affiorata infatti un’acqua dal tipico colore rossastro, color ferro, e – a detta dei primi curiosi – anche dal sapore inconfondibilmente ferrato. Subito è scattato il passaparola, poi il grido al miracolo. Ma è davvero lei? E’ tornata la storica sorgente di Fontana Grande?
La sorgente dimenticata
A nostra memoria, e nella memoria di intere generazioni di stabiesi, è stato così fino a circa 30-40 anni fa. Proprio davanti al piazzale di Fontana Grande sgorgava una piccola fontanina di acqua minerale, ferruginosa. Era un rito quotidiano: donne e uomini con le brocche in mano che andavano a riempirle per portarla a casa e berla, per le sue note proprietà benefiche.
Poi, improvvisamente, il nulla. La sorgente si è prosciugata, l’acqua ha smesso di sgorgare. Nel tempo, con lo spegnersi della sorgente, è sparita anche la fontanina stessa, con il suo piccolo monumentino, finendo nel dimenticatoio collettivo della città delle acque.
Il ritrovamento durante i lavori
Oggi la storia sembra voler fare un giro all’indietro. Con i lavori di restauro e riqualificazione del piazzale, dal terreno è tornata a zampillare quell’acqua scura. Un rigagnolo color ruggine che ha subito riacceso l’entusiasmo e la nostalgia.
Tutti ne parlano, molti sono già corsi a vedere. Ma la domanda che ora rimbalza tra i vicoli e sui social è una sola, ed è quella che si pongono gli stabiesi: si tratta davvero della storica acqua ferrata di una volta?
O è semplicemente un’acqua di falda venuta fuori casualmente a causa degli scavi, colorata dal terreno e dai sedimenti smossi dai lavori?
Cosa chiedono gli stabiesi
Tra leggenda e realtà, tra miracolo e suggestione, la verità al momento non c’è. Quello che è certo è che il ritrovamento ha riaperto un capitolo importante dell’identità stabiese, legata da sempre alle sue 28 sorgenti.
Ora gli stabiesi vogliono saperlo. E chiedono chiarezza.
Saranno necessarie analisi chimiche e geologiche per capire se quella che sgorga oggi a Fontana Grande ha la stessa composizione minerale di un tempo, se è potabile, se è davvero la nostra “acqua ferrata”.
In attesa di un responso ufficiale dal Comune e dai tecnici, a Fontana Grande resta l’emozione di aver rivisto, dopo decenni, quel colore rosso ferro che ha dissetato i nostri nonni. Miracolo o no, per Castellammare è già una piccola rinascita.




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