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Castellammare, il Consiglio di Stato apre al risarcimento per esposizione all’amianto di un maresciallo stabiese

Una nuova pronuncia del Consiglio di Stato spiana la strada al risarcimento dei danni per il maresciallo della Guardia di Finanza C. A., 78 anni, originario di Castellammare di Stabia. I giudici hanno riconosciuto il suo diritto all’equo indennizzo per le patologie legate all’amianto sviluppate durante il servizio. Per C.A. si tratta della terza vittoria giudiziaria, dopo quelle già ottenute in Corte d’Appello a Firenze e in Cassazione.

Come riportato in una nota dell’Osservatorio Nazionale Amianto, C.A. ha prestato servizio per oltre trent’anni, gran parte dei quali nelle sale macchine delle unità navali della Guardia di Finanza. Un lavoro svolto “senza sapere che proprio quell’attività avrebbe compromesso irrimediabilmente la sua salute”.

“Questa sentenza rende giustizia a un uomo che ha servito lo Stato con onore, pagando con la propria salute l’esposizione all’amianto”, ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale del sottufficiale. Bonanni sottolinea che anche il Consiglio di Stato ha ribadito un principio chiave: i diritti dei lavoratori esposti all’amianto non possono essere negati o revocati in assenza di un’istruttoria seria e basata su prove concrete. “La nostra battaglia non finisce qui: andremo avanti in sede giudiziaria per ottenere il risarcimento integrale di tutti i danni subiti”, ha aggiunto.

Arruolatosi nel 1965, C.A. ha fatto parte del contingente di mare della Guardia di Finanza fino al 1998. Per 33 anni ha lavorato sulle imbarcazioni del Corpo, prima come motorista e poi come direttore di macchina, operando ogni giorno in locali dove, all’epoca, l’uso di materiali contenenti amianto era comune. Oggi convive con asbestosi e placche pleuriche, malattie riconosciute come conseguenza diretta dell’esposizione professionale contratta in servizio.

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